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STUDIO ASSOCIATO L   ONGO  ELLESI

Nel breve proemio delle Metamorfosi, Ovidio scrive: «A mostrare il mutare delle forme in nuovi corpi mi spinge l’estro». Nel quindicesimo e conclusivo libro del grande poema, il poeta, dando la parola a Pitagora, si adopera a spiegare meglio la questione del mutamento, mettendo in risalto che ogni cosa si trasforma pur non perendo mai (omnia mutantur, nihil interit). Quindi, precisa quanto va affermando con un esempio: «Come la cera duttile si plasma in nuovi aspetti, non rimanendo qual era e senza conservare la stessa forma, ma sempre cera è, così, vi dico, l’anima è sempre la stessa, ma trasmigra in varie figure». Nel frattempo, la cera «odorosa» ha saldato le singole penne per le grandi ali di Dedalo e di Icaro, la «bionda» cera ha ricoperto la parte interna dei bicchieri intagliati di faggio nell’angusta casa dei due vecchietti Bauci e Filemone, la cera «spianata» ha accolto parole d’amore di Bibli per il fratello Càuno, alla cera «fresca» sono state paragonate le pregiate susine del frutteto di Polifemo. E più volte iI sorprendente poeta non trascura di riferire al calore (del sole, di una fiammella, di un pollice) quel cambiamento.

La CERA dunque! Materia e mezzo con cui Valerio Giacone elabora la persistenza nel mutamento degli opposti: luce-oscurità, nascita-morte, femmina-maschio, gioia-dolore, bene-male.


La cera e la cera su carta, i pigmenti naturali e il fuoco. Umili tramiti per creare opere che procedono dal silenzio «artefice di forme in quanto detentore di forze germinali» che si avverano nella castissima virgo intesa come «matrice capace di ricevere i germi di tutte le forme».


Qui in mostra assistiamo, con una produzione che va dal 2015 fino ad oggi, ad una trasformazione alchemica di materia formata in altra materia formata, quella di figure dalla grazia classicheggiante che si contrappongono a figure inquiete provenienti da un pensiero e dalla sommessa riflessione del nostro artista. E dunque, attraverso questa dinamica mappa delle trasmigrazioni veniamo sollecitati a riflettere sui semi del silenzio.


Emanuela D. Paglia



Note biografiche


Valerio Giacone nasce a Roma nel 1976. Prolifico disegnatore fin dalla tenera età, accresce il suo talento allo Studio romano del pittore Luciano Beccaria e allo Studio catalano di Carmen de Los llanos Ochoa. Quando nel 2009, presso lo studio di Sandro Chia in collaborazione con Asia onlus Ngo e con la Galleria Bonomo, coordina il progetto per il workshop Tibetan Visions – contemporary Painting from Tibet, Italian and Tibetan artist together, Valerio Giacone ha già illustrato C’era una volta il Tibet, un fumetto di «paesaggi incantati, montagne dalle nevi perenni, [di] storie mai narrate, […], dimenticate». Sono quelli gli anni del mutamento, dato dalla riflessione di uno stato che non sente più congeniale a sé. Abbandona il vecchio lavoro sentendo l’urgenza di una nuova espressione di vita. Rinasce attraverso le forme dell’arte: l’illustrazione di opere teatrali e di opere della narrativa, la scultura, la pittura. E ancora, arte anche come terapia per i migranti, per i senza fissa dimora, per i bambini.


A Roma, le opere di Valerio Giacone sono visibili presso la galleria Faber a due passi da Campo dei Fiori.


Fra le mostre si segnalano:


2017 – Synolon  (installazione site specific). Festival Notte nera, Serra de’ Conti (An), a cura di Sabrina Maggiori.


- Sic Vos Non Vobis  (installazione site specific). Plurale Naturale – PAC5, festival Inteatro, Polverigi, a cura di Sabrina Maggiori.

2016 – Corpus Hominis (installazione site specific).

Festival Notte nera, Serra de’ Conti (An), a cura di Sabrina Maggiori.

– Lucus (personale). Galleria Faber, Roma, a cura di Cristian Porretta.

– Solve et coagula (personale).Museo della Carta e della Filigrana, Fabriano, a cura di Luca Arnaudo.

– Siamo Alberi (collettiva). Ex Centrale elettrica di Gemmo, Lugano, a cura di Carla Palli.

– Decostruzione (con Jacopo Gandich).Galleria Faber, Roma, a cura di Cristian Porretta.

2013– Verso casa (personale).Galleria Faber, Roma, a cura di Cristian Porretta.

2012 – Metamorfosi romane (personale).Kunstmassnahmen Art Gallery, Heidelberg, a cura di Jürgen Leibig.

2009 – Adrenalina 1.1 (collettiva).Ex mercato ebraico del Pesce, Roma, a cura di Ferdinando Colloca e Federico Bonesi.

Le opere dell’artista sono commentate da Co.ma, Michele Gentili, Sveva Manfredi Zavaglia, Luca Arnaudo, Arendt Oak Spencer (poeta).



INFO: ema.paglia@tin.it  - cell .: 3405653321


MOSTRA di  Valerio giacone                

28 settembre – 11 gennaio 2018